Ciao, Festa del Lavoro!
Allora… avete passato una bella Festa del Lavoro?! Io ne ho passata una piuttosto impegnativa. Talmente impegnativa che ho avuto a malapena il tempo di fermarmi a riflettere. Beh, ora ce l'ho, proprio all'ultimo minuto. Quindi potrei ancora scoprire se qualcosa è mai stato fatto riguardo al 1° maggio in termini di francobolli "a casa mia". La caccia al tesoro ha dato un magro bottino. Ma per fortuna, è un bottino che, soprattutto visto il tempo tutt'altro che primaverile di oggi, mi offre un gradito tepore. Mi ritrovo nelle Antille Olandesi. E nel 1960, per la precisione. Tutto grazie a Oscar Ravelo Nadal. Dopotutto, è stato lui a disegnare l'unico francobollo per la "Festa del Lavoro" nel Catalogo Speciale.
A proposito della Festa del Lavoro, consultando il Registro dei Designer, risulta evidente che questo Oscar Ravelo Nadal non è certo rimasto con le mani in mano quando si tratta di disegnare francobolli. Tutto è iniziato con il già citato francobollo della Festa del Lavoro. Un anno dopo, sono arrivati quattro francobolli dedicati ai bambini e un francobollo commemorativo.
Nel 1962, seguì una serie di quattro cosiddetti francobolli culturali, raffiguranti uno schiacciapatate, un suonatore di bento, un velo e un Jaja con un bambino.
Due anni dopo, accadde di nuovo: due francobolli commemorativi per l'aviazione e un cosiddetto francobollo figurativo, sul quale sei bandiere delle Antille sembrano fluttuare in cielo come uccelli migratori.
Da allora, difficilmente passa un anno senza che Oscar Ravelo Nadal disegni uno o più francobolli. Quindi, per quanto esiguo possa essere il raccolto di francobolli speciali per il Primo Maggio nel Regno dei Paesi Bassi, il raccolto di "opere" di Ravelo Nadal può senza dubbio essere definito ricco.
La sua produzione vacilla solo in due francobolli con statue su cui si fondono rappresentazioni simboliche di uccelli e bandiere. Sì, ha lavorato sodo, Oscar Ravelo Nadal. Questa è una versione modificata di un articolo precedentemente pubblicato su Postzegelblog.
