Titanic e la moda: l'ultimo ballo all'Aia.
Fino al 25 gennaio 2026, la mostra Titanic & Fashion – The Last Dance – è curata dal Kunstmuseum stesso. Con costumi originali dell'iconico film del 1997 omonimo e abiti e accessori inediti provenienti dalla collezione del museo risalenti agli anni Dieci del Novecento, Titanic & Fashion promette di essere un viaggio speciale e coinvolgente. Questa è quindi l'ultima occasione per gli amanti della moda di quel periodo e di tutto ciò che riguarda il Titanic. La mostra ha ricevuto ottime recensioni e l'allestimento complessivo è di eccezionale bellezza.
Titanic e la moda: l'ultimo ballo
Dal 27 settembre 2025 al 25 gennaio 2026, la mostra di moda Titanic & Fashion – The Last Dance sarà allestita presso il Kunstmuseum Den Haag. In esposizione costumi originali dell'iconico film Titanic (1997), abiti e accessori inediti provenienti dalla collezione del museo risalenti agli anni '1910 del Novecento, nonché opere di designer contemporanei che reinterpretano gli abiti da sogno di oltre un secolo fa. Gli appassionati di moda potranno immergersi nell'atmosfera unica degli anni '1910. Per gli amanti del Titanic, saranno inoltre esposti diversi oggetti storici unici.
L'ultimo ballo
Tutti conoscono la storia: la "nave inaffondabile" che sprofondò sul fondo dell'Oceano Atlantico durante il suo viaggio inaugurale. La storia, raccontata nel film Titanic (1997) attraverso l'intramontabile storia d'amore tra Rose e Jack, insieme ai celebri e premiati costumi, è impressa nella nostra memoria collettiva.
“La moda degli anni Dieci del Novecento segna anche una transizione: verso nuovi colori, materiali e forme. Molti di questi elementi ritornano oggi: abiti romantici, pizzi, ricami e persino corsetti, ma ora per entrambi i sessi. Le creazioni contemporanee, inserite tra i pezzi storici, mostrano come i designer di oggi si ispirino a questa moda delicata e sognante. Forse abbiamo ancora più bisogno di questi sogni ad occhi aperti in un mondo così indurito?” – Madelief Hohé, curatrice di moda
La fine di un'era: un nuovo inizio
Questa mostra unica, allestita esclusivamente all'Aia, si concentra su un periodo rivoluzionario e poco conosciuto della moda: dal 1908 al 1918. I corsetti vengono accantonati e i colori vivaci sostituiscono le delicate tonalità cipria della Belle Époque. Sono gli anni di innovatori ribelli come Paul Poiret e Coco Chanel, o Lucile, l'intraprendente stilista britannica sopravvissuta al disastro del Titanic. Un'epoca in cui le donne lottano per il suffragio femminile e la fiducia nel progresso tecnologico è sconfinata. Il femminismo prende forma in tailleur moderni e pratici, in una società in cui le differenze di classe e l'esclusione sono plasmate proprio dalla moda. Le tecnologie moderne – automobili, telefonia, aeroplani e transatlantici – si affermano, e anche la moda risplende di modernità alla vigilia della Prima Guerra Mondiale.
Alla ricerca della felicità
Sul Titanic, la nave "inaffondabile" che tuttavia affondò durante il suo viaggio inaugurale nel 1912, si trovavano innumerevoli persone diverse, ognuna con la propria storia. Tutte alla ricerca della felicità. In prima classe viaggiavano passeggeri immensamente ricchi, vestiti secondo le ultime tendenze provenienti da Parigi e dagli Stati Uniti. La maggior parte di loro rientrava dai viaggi in Europa. Il gruppo più numeroso si trovava in terza classe: perlopiù migranti con biglietti di sola andata, diretti verso un nuovo futuro negli Stati Uniti, alcuni vestiti con abiti tradizionali dei loro paesi d'origine. Le foto scattate a Ellis Island a questi emigranti mostrano persone vestite con abiti tradizionali italiani o francesi, ucraini, ma anche con abiti della Zelanda. Tutti insieme su una nave che divenne simbolo, da un lato, della fiducia nella modernità e, dall'altro, dei pericoli che essa comporta.
Minaccia, sogni e resilienza
Gli stilisti contemporanei si rifanno agli abiti di pizzo eterei e fluttuanti di oltre un secolo fa. Che sia un segno di nostalgia per la delicatezza in un mondo che si sta irrigidendo? Abiti trasparenti che lasciano intravedere "merkin" (parrucche di peli pubici) per suscitare scalpore, uomini stretti in corsetti e completi di ispirazione militare. Una collezione di alto profilo del 2024 di Margiela, disegnata da John Galliano, presenta capi che sembrano in parte ispirati all'epoca del Titanic, in una romantica fusione tra passato e presente. Lo stesso gioco con il genere e i corsetti si ritrova nelle collezioni della stilista olandese Tess van Zalinge. Dedica molta attenzione alla creazione di capi per diverse taglie e al corsetto che stringe o, al contrario, dona libertà.
Le opere di Craig Green raffigurano sia i protettori che la protezione. Molte delle sue creazioni sono pensate per i "nomadi urbani", che possono portare con sé qualsiasi cosa nei loro abiti, persino i giubbotti di salvataggio, pronti a partire o a fuggire. La mostra presenta anche un'opera di Iris van Herpen tratta dalla sua collezione Carte Blanche. Filmata sott'acqua, è un'ode alla resilienza femminile. Fonte: comunicato stampa del Kunstmuseum.
Maggiori informazioni:
Titanic e la moda: l'ultimo ballo, fino al 25 gennaio 2026: https://www.kunstmuseum.nl/nl/tentoonstellingen/titanic-fashion Precedenti articoli del museo: https://www.postzegelblog.nl/tag/made-in-holland/

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